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“Soliloqui” è un progetto di lungo corso di Gianluca Vassalloin cui l’artista tiene insieme il rigore dello sguardo con il caos, filosofico, politico, antropologico, che attraversa i luoghi che diventano, così, specchio dell’uomo dietro la camera. “Soliloqui” è il tempo che Vassallo si prende per tornare in sè. Un sè lasciato libero d’essere vulnerabile, nel rigore di uno sguardo che si posa sulla tempesta che tiene saldo il mondo, nel tentativo di dare un senso alla gioia dell’anarchia, anche dentro un corpo vivo di consapevolezza. [Md’A]

San Teodoro, Napoli, Mestre, Mantova, New York, Milano, Venezia.  Per ora.

Ho attraversato l’inerzia del corpo, le note che prendo di corsa, l’America che si cerca, quella che sa dove stare. Ho comprato la salute, ingerito la luce, tradotto i gesti delle mani, gli atti sentiti, i segni sicuri. Eppure non basta, che non basta sfiorarla, questa America qua. [da “L’inerzia” — Cercare l’America, Gianluca Vassallo 2019]

È successo prima della pandemia, prima della guerra, è successo che fossi lì, quasi come fossi a casa, a vedermi da fuori, con gli occhi degli altri, che guardavano i mei. Era 2019, ed era New York, come spesso è successo. Cercare l’America, per cercarmi il futuro.

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E poi ci sono gli atti d’amore, i gesti politici, la maturità militante, il lavoro per i musei. L’idea di contribuire ad un mondo che si interroga, che non semplifica, che cerca nuove domande piuttosto che risposte. Questa è una selezione frettolosa dei progetti di Gianluca Vassallo prodotti in corsa, in risposta ad un bisogno sempre vivo di significare nel mondo, farlo significare ai propri occhi. Un portato di senso che accompagna lo studio tutto anche nei lavori commerciali che, con risorse diverse, altre misure, perseguono lo stesso scopo.

Vota per Me, Shoot me Orlando,  La Città Invisibile, Storie Comuni, Occidente sono qui, almeno in parte. Gli altri sono, si spera, seppelliti nel cuore del mondo e da qualche parte, nel web.

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