soliloqui sulla terra ferma

— gianluca vassallo 

#3

Parcheggi nuovi che sono le sei. Sei li che che la luce si infossa mentre il treno passa e passa lo spaccio. E nulla, per via dell’infanzia, sembra più come prima e nulla lo è per via della luce.

Le mani dell’Africa, i nasi italiani, le frecce cinesi, il regionali veneti. Le zie di tutti i nipoti, le madri di tutte le troie,  i nonni di ogni assassino, e complici, e pirati, e scapoli accaniti. E io non posso che guardare mentre mi chiedo se viaggio o sono fermo. Se gira tutto o sto girando.